Riflessioni econopoetiche

28 10 2008

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera

Ci hanno insegnato la solitudine, come condizione innata dell’uomo, ma in maniera geniale non l’hanno demonizzata, l’hanno connotata di aspetti mistico-economici, rendendola così non un peso, ma virtù. Le hanno dato il nome “individualismo”. Centinaia, migliaia, milioni di individui che ricercano il loro tornaconto personale e la felicità mia, più quella tua, più quella di tutti gli altri, diventa la felicità della società. L’egoismo diventa così un valore. Il desiderio di ricchezza diventa progresso, il progresso diventa benessere… il raggio di sole.

Abbagliati, abbiamo però dimenticato, che la società è un’entità a parte, non è la somma degli individui, ma è un essere vivente a se stante, un essere superiore, che non si misura con il PIL, ma dal grado di giustizia, civiltà, istruzione, ALTRUISMO.

Guardateli i fautori delll’individualismo, gli imprenditori, i banchieri, i manager, annaspare di fronte all’immobilità del mercato. Nessuno compra, nessuno vende se non costretto e buttando giù i prezzi, tutti giù dalle navi del mercato a scannarsi per un posto nelle scialuppe di salvataggio dello stato.

In quel mercato che si fonda sulla fiducia, le banche non si fidano delle altre banche, i risparmiatori non si fidano delle imprese. E perchè questo? Perchè la fiducia è figlia della coeperazione e la cooperazione è il contrario dell’individualismo. Non so se sia già sera, ma di certo è ipocrita augurarvi buon giorno…

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Una risposta

29 10 2008
Oscar Ferrari

Un po’ di disoccupazione fra quelli che lavorano coi soldi fa solo bene. In agricoltura c’è posto per tutti

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