Don Peppe Diana era un sacerdote che operava nel Casertano, precisamente a Casal di Principe. E’ vissuto negli anni di dominio assoluto del clan dei casalesi. Era una persona vitale, un capo scout energico, un insegnate generoso, un testimone d’impegno civile. Fu ucciso dalla camorra il 19 Marzo 1994, nella sua chiesa, mentre si accingeva a celebrare messa.
Tratto da una puntata di “Blu Notte”
“Don Peppino aveva studiato a Roma e lì doveva rimanere a fare carriera lontano dal paese, lontano dalla terra di provincia, lontano dagli affari sporchi. Una carriera clericale, da buon figlio borghese. Ma aveva d’improvviso deciso di tornare a Casal di Principe come chi non riesce a togliersi di dosso un ricordo, un’abitudine, un odore. Forse come chi ha perennemente la sensazione smaniosa di dover fare qualcosa e di non riuscire a trovare pace fin quando non la realizza o almeno tenta di farlo. [....] Aveva deciso di interessarsi delle dinamiche di potere: non solo dei corollari della miseria, non voleva soltanto nettare la ferita, ma comprendere i meccanismi della metastasi, bloccare la cancrena, fermare l’origine di ciò che rendeva la sua terra una miniera di capitali e un tracciato di cadaveri.“ Roberto Saviano, Gomorra.
Il messaggio, l’impegno e il sacrificio di Don Peppe Diana non possono essere dimenticati e devono essere presi ad esempio per coraggio e dedizione. Quello che può essere definito il suo testamento spirituale è un documento datato Natale 1991 e redatto insieme ai sacerdoti della Forania di Casal di Principe, dal titolo “Per amore del mio popolo non tacerò“. Dal testo del documento: “E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempe un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, linguaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale.“
Questo il sito del Comitato Don Peppe Diana.
Il coraggio può uccidere, ma non può morire. Onore a te!
Nausicaa




Grazie, per aver postato questa storia.
Nic
Non c’è di che
molto belle le parole ke hai trascritto, mi hanno fatto pensare ad un film ke a me piace molto, in particolare ad una frase ke dice il prof kitting:”Parole e Idee, possono cambiare il mondo”
[...] Don Peppino tra le vittime del coraggio [...]
io FACCIO PARTE DI UN GRUPPO SCAUT E SO PER IN TERO LA STORIA DI DON PEPPPE DIANA, MA LA SUA MORTE E STATA UNA DELLE PICCOLE,MA GRANDI, INGIUSTIZIA CHE FA LA CAMORRA.
IO SUPPONGO,SICURAMENTE, CHE IL CLA DEI CASALESI AVEVA PAURA DI DON PEPPPE DIANA XCHè AVEVA CAPITO CHE LE PRESONE APPOGIAVANO GLI IDEALI DI DON PEPPPE DIANA E ALLORA AVEVANO UN PO DI PAURA CHE TROPPPA GENTE INCOMINCIA A COMBATTERE X FAR ESTINGURE LA CAMORRA E ALLORA L’HANNO UCCISO.
ANCHE SE SONO PICCOLA PERCHè HO SOLO 11 ( QUASI 12 ANNI) HO DEGLI IDEALI SUL MONDO E SULLA MIA VITA E SECONDO ME RISPECCHIANO(UN PO) QUELLI DEL GRANDE”DON PEPPE DIANA
BY GIULIETTA LOVE 97
[...] parlato di don Peppe Diana e non è vero che non ne aveva parlato nessuno, questo blog sì. il 16 marzo, grazie a Sara [...]
bisogna combattere la povertà politica , quella che ci fa sentire passivi di fronte alle cose, vittime delle frasi “é sempre stato cosi, io non posso cambiare nulla”…é vero, libertà é partecipazioni