Un mesetto fa andai ad assistere ad un’intervista fiume (di risate) rilasciata da Giobbe Covatta. Per chi non lo sapesse il mitico giobbe oltre a essere un grande comico è testimonial di Amref, associazione che si occupa di Africa e di tutto ciò che vuol dire Africa (e per tutto ciò intendo bambini che muoiono di fame, epidemie e come direbbe Giobbone tutto il resto del culo che hanno i neri).
Bene in un suo viaggio, il comico racconta, che s’imbattè in una miriade di bambini che andavano dalla campagna alla città per evitare che i soldati li prendessero e li portassero a combattere. I bambini, anche se vedono la gente morire per strada e sniffano colla sono sempre bambini e vogliono giocare, correre, cantare. Ed è così che quella miriade di bambini comincia ad intonare sotto la direzione di Giobbe e le note di Gaber: “La libertà non è star sopra un albero non è neanche un gesto o un’invenzione la libertà non è uno spazio libero libertà è partecipazione”. La libertà è partecipazione e la partecipazione è libertà, ho fatto mie queste parole, se scappi perchè se no a 8 anni ti portano a morire o se sei in giacca e cravatta in un ufficio, se hai tutto, se hai niente, condividere, gridare, confrontarsi, cantare, leggere, scrivere, obiettare, ridere, rifiutare, scegliere è partecipare, è essere liberi…




L’ho letto ora qst tuo primo post…in ritardo ti dico che è bello e mi piace